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Un'ospite in una suite ordina il servizio in camera dal telefono

Approfondimenti · Hotel e resort

Perché il room service rende meno di quanto potrebbe

Nelle strutture di fascia alta il servizio in camera non viene abbandonato per il prezzo. Viene abbandonato perché ordinare costa all'ospite più di quanto valga ciò che desidera.

Il conto che non si vede

In quasi tutte le strutture il room service viene giudicato su un numero: quanto fattura rispetto al ristorante. È un confronto che il room service perde sempre, e che non dice nulla di utile, perché mette a confronto un servizio che l'ospite deve cercare con uno che trova apparecchiato.

La domanda più utile è un'altra: quante volte, in un soggiorno, un ospite ha desiderato qualcosa in camera e non l'ha chiesto. Quel numero non esiste in nessun report. Non c'è una riga che registri il caffè non ordinato alle quattro del pomeriggio, la bottiglia d'acqua che è stata presa dal minibar invece che chiesta al bar, il dessert a cui si è rinunciato perché erano le undici di sera e sembrava di disturbare.

È un conto invisibile, e in una struttura con molte camere è il più grande dei tre.

Tre frizioni, tutte piccole

Nessuna delle ragioni per cui un ospite non ordina è drammatica. Sono tutte piccole, e proprio per questo nessuno le affronta.

La prima è il telefono. Chiamare la reception richiede di decidere cosa si vuole prima di saperlo, di dirlo a voce a qualcuno e, se la struttura è internazionale, di dirlo in una lingua che non è la propria. Chi ha un dubbio sul menù non chiama: rinuncia. Chi non parla bene l'italiano, lo stesso.

La seconda è l'ora. Il servizio in camera viene desiderato soprattutto nelle fasce in cui la struttura è più silenziosa: metà pomeriggio, dopo cena, tarda sera. Sono esattamente le ore in cui l'ospite teme di disturbare — e la sensazione di disturbare è, in una struttura di lusso, un dettaglio di cui si ricorda.

La terza è la carta. Il menù del room service, nella maggior parte delle camere, è una cartella sul tavolo o una pagina della televisione. Nessuna delle due si sfoglia volentieri, e nessuna mostra le cose. Un ospite che non vede un piatto non lo ordina: non per diffidenza, ma perché non gli viene in mente.

Il momento in cui si ordina non è quello in cui si decide

C'è un dettaglio che chi gestisce F&B conosce bene e che il servizio in camera tradizionale ignora: il desiderio e la decisione non coincidono. Un ospite sul letto, dopo una giornata al sole, pensa a un gin tonic per tre minuti. Se in quei tre minuti ordinare richiede un gesto solo, l'ordine esiste. Se richiede di alzarsi, cercare il numero, chiamare e aspettare, in quei tre minuti il desiderio passa.

Questo spiega perché le strutture che riducono il numero di passaggi vedono comparire ordini che prima non c'erano, invece di vedere crescere quelli che già facevano. Non è un ordine spostato da un canale all'altro: è un ordine che prima non nasceva.

Perché l'app non è la risposta

Molte strutture hanno provato a risolvere con un'applicazione dedicata, e quasi tutte hanno scoperto lo stesso ostacolo: l'ospite non la installa. La stampa internazionale di settore è arrivata a chiamarlo uno standard: «the standard in 2026 is a web-first flow opened from a QR code or a link, with no app install», e la ragione è dichiarata — chi resta una o due notti non installa un software per un soggiorno (Hotel Tech Insight, Digital room service and mobile ordering, 2026).

È un'osservazione banale e decisiva: ogni passaggio che si aggiunge fra il desiderio e l'ordine riduce il numero di ordini, e un'installazione è il passaggio più costoso che esista.

Quello che conviene guardare

Se un direttore volesse misurare il proprio room service senza comprare niente, tre domande bastano.

Quanti ordini arrivano dalle camere nelle fasce silenziose — metà pomeriggio e dopo le ventidue. Se sono pochi non è perché l'ospite non desidera niente: è perché in quelle ore ordinare costa di più.

Quanti ordini arrivano dalle aree comuni — rooftop, terrazze, aree relax, bordo piscina. In molte strutture la risposta è «nessuno, lì non si serve», e quelle sono le ore più lunghe che l'ospite passa fuori dalla camera.

Quante lingue ha il menù del servizio in camera. Se ne ha una, una parte degli ospiti non lo legge e non lo ordina.

Nessuna delle tre richiede un sistema nuovo per essere osservata. Tutte e tre, guardate insieme, dicono se il problema è la carta, il prezzo o la distanza.